In certi locali non ci vuoi andare, perchè hai questa sensazione nello stomaco e questo palpitare nelle tempie che risuona col suo nome. Tu non vuoi incontrarlo ora. Non tanto per i chili in più che hai addosso, quanto perchè sai che a lui non sapresti dire il solito "va bene" alla domanda di rito sul come vada. Il nonno che non c'è più è come un'intensa fitta che non ti abbadona mai, e sgorga in lacrime di fronte a chi ne concedi il lusso.
Ma loro insistono, dicono che è impossibile che lo incontrerai, che Bologna è grande, che ormai non appartiene più al giro dei locali dove andate voi.
Allora ti fidi, e imbocchi l'ingresso tremando di ansia e per i primi minuti ti dici che forse avevano ragione, e allora ti rilassi e nel momento in cui inspiri l'aria umida della serata il tuo cuore si ferma per un attimo e poi inizia a battere talmente forte che ti viene quasi da vomitare. Eccolo.
Ed ecco che abbassi lo sguardo, ecco che cerchi disperatamente negli occhi delle tue amiche un appiglio per andartene. Loro capiscono ma minimizzano, che tanto ormai lo hai visto...Ma lui non ha visto te. E tutto ancora non è perduto e non vuoi pietà, non vuoi piangere, non vuoi dovergli raccontare che pensi spesso a quel bambino che non c'è, non vuoi che provi pena o sensi di colpa per non essersi più fatto vivo.Vuoi solo tornare a casa, al sicuro.
Frughi nella borsa e saluti in fretta le tue amiche, loro non capiscono, ma a te non importa più compiacerle per quieto vivere. Almeno non davanti a lui. E' il tuo punto debole, la tua più grande sconfitta personale, e non vuoi affrontarla in una serata bolognese dove tutti sono fuori a divertirsi mentre tu ti senti fuori luogo col tuo dolore.
Il ritorno a casa è un urlo lacerante che senza freni fai uscire dalla tua gola, sei senza controllo, sei disperata, a cascata continuano a tormentarti i bei momenti, quelli brutti, quelli indelebili, che spesso tenti di soffocare, ma adesso no, adesso devi farli uscire per non implodere.
Ti fermi sotto casa, gli occhi sono gonfi di lacrime che vogliono uscire ancora, ma adesso basta. Adesso è il momento di rimandarle indietro. Adesso il momento è passato e non ha senso torturarsi da sole.
Apri lo sportello, appoggi il tacco sull'asfalto dle parcheggio e in quel momento il tuo cellulare vibra. Sono le tue amiche che vogliono sapere come stai. Osservi la luna velata dalla panchina del parco che costeggia casa tua, e rispondi che ora va bene. Ti arriva un altro messaggio.
"E' venuto a chiedere di te, stai tranquilla non ti ha vista."
Allora fa meno male, perchè non lo vorrai mai più incontrare, ma sai che anche lui ogni tanto ti pensa, e con questo pensiero, la luna che stai guardando da sola ti sembra meno difficile da affrontare.
Con certe relazioni, non ci sono molte parole da dover usare. Tra di voi è finita da anni, e non ritornerà più. Lui ha la sua vita, una sua nuova fidanzata con cui è felice, una casa in cui abitano sereni. Tu hai la tua piccola battaglia quotidiana con lo specchio e con il frigorifero, una collezione di amori sbagliati ma che ti hanno dato a loro modo serenità e una splendida famiglia in cui tu sei l'unica a due zampe. Ma quel filo che vi unisce nessuno lo taglierà mai, perchè è invisibile. Nessuno lo vede, nemmeno voi, ma nelle serate con una luna come questa, non puoi non accorgertene.




