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falsa magra

Bionda
oversize in via di guarigione afflitta dal paradosso
dell'estetica.
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nucleo operativo lottatori di sumo

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"Il Loto è un fiore che cresce nel fango.Più è denso e profondo il fango,più
è bella la fioritura del Loto."
dal Canto Buddista di Nam Myoho Renge Kyo
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pesi sulla coscienza
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compagni di merenda
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miracoli
di lourdes
il miracolo del poro invisibile la festa della mamma lantismagliature prima e dopo pursuit of happiness
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voyeurs
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martedì, 31 marzo 2009
Dicono che i disturbi alimentari psicogeni derivino da una discrepanza affettiva nel rapporto madre e figlia.
Ho una madre che per anni è stata un enigma di sentimenti, e se non fosse fatta di carne e sangue, forse la ritroverei in un romanzo di fine ottocento.
Durante la mia adolescenza era distratta e occupata ad essere bella, durante i miei vent'anni era occupata a inseguire felicità effimere impersonificate da un uomo che non era mio padre , durante i miei trenta ha rivoluzionato ancora la sua vita lasciando sull'altare quell'uomo e diventando l'amante di un quasi vedovo che le diceva banalità in cambvio della sua dedizione totale, incondizionata, quasi materna.
La settimana scorsa dopo il tumore che le ha consumato seno e utero è morta la moglie del quasi vedovo e lui ha usato mia madre come una stampella. Mia madre è entrata in menopausa e ha alti e bassi emotivi. A 50 anni rivaluta la sua vita e si sente sola.
Sola perchè ha dato tutto di sè, il meglio di sè alle persone sbagliate. Poco di sè, a intermittenza per lo più, alle persone che hanno sempre rappresentato un forte punto di riferimento per lei, mio padre e me.
Quando sente di non avere combinato nulla di buono si ricorda di aver partorito 32 anni fa una bambina che è una parte di lei, una parte buona, sana, concretamente ipersensibile e che è sempre li a raccogliere i pezzi della sua solitudine per rimetterli insieme con una risata e un abbraccio.
A. dice che sono una bella persona, perchè so perdonare e sono sempre pronta a dare a tutti una secondomilionesima possibilità, anche quando mi pugnalano alle spalle, anche quando so già che il ringraziamento sarà una stilettata di ghiaccio nella schiena.
Non aspiro alla beatificazione. Trovo che aver affrontato la malattia di cui mi ero impregnata mi abbia dato un senso di astinenza dalle nefandezze altrui.
Io che ho compiuto le più grandi atrocità verso me stessa.
Io che mi sono privata del cibo.
Io che mi sono privata di un limite.
Io che mi sono riempita come un'oca da fois gras.
Niente ai miei occhi diventa peggiore di quello che ho saputo combinare io. Niente. E così, anche l'epico baratro che gli errori di mia madre hanno creato tra lei e la mia concezione di moralità, diventano un piccolo fardello che posso mandare giù e insegnare a lei, donna bambina di 50 anni che l'unico amore incondizionato è quello che esiste tra una madre e una figlia.
Per la cronaca, da qualche settimana ho iniziato a convivere con A, l'agente di commercio indossatore che mi ha riportata alla vita a fine agosto scorso.
A. non mi compatisce, non si impietosisce.
A. mi guarda dentro con gli occhi che sono i miei.
A. ha iniziato a dirmi che sono bella da qualche mese. Dice che prima appena iniziava a dire qualunque cosa sul mio aspetto fisico mi vedeva incupire. Ed o mi vergogno di non avergli permesso di avvicinarmi dentro prima.
Ora ascolto la mia bellezza dalle sue parole, intravedo la mia bellezza negli sguardi altrui e la scorgo in ogni specchio in cui il mio sguardo vanitoso come è sempre stato ricade.
Devo perdere ancora qualche chilo per rasentare la perfezione di una 40. Una 42 è comunque più che un degno traguardo per una che era riuscita a entrare in una 52.
Sono stati ingredienti casuali ma costanti a farmi fare un miracolo di guarigione.
Un mese di antidepressivi. Due anni di psicoterapia. Un nutrizionista. Un specchio. Una bilancia. Un amore. Una palestra. Un centro estetico. Un po' di autostima.
Sono felice.
lunedì, 18 agosto 2008
I giorni diventano settimane, e poi mesi. Mi dico che aggiornerò il blog non appena qualcosa di davvero incisivo mi succederà, e poi me ne dimentico, come se la ragazza ammalata di iperfagia si fosse semplicemente dissolta.
I chili piano piano scompaiono,ne mancano davvero pochi alla meta ed io ritrovo il coraggio di innamorarmi. Di un uomo che oltre ad essere bello dentro, è bellissimo anche fuori. Lavora come rappresentante di alimentari , ah-ah ironia della sorte, e sfila come indossatore di tanto in tanto.
Se fossi islamica questo forse sarebbe il paradiso. E lui, le mie sette vergini tutte insieme.
lunedì, 21 aprile 2008
Siete singol e soprattutto a dieta? Vivete sole e capita che a volte la domenica non abbiate amici e/o fidanzati e/o mariti a disposizione con cui trascorrere il vostro tempo?
Molto bene. Se per voi la cucina non ha misteri, se per voi cucinare è un piacere che vi distende i nervi tanto quanto una seduta di tai chi, allora io posso svelarvi il segreto che mi ha resa vispa come non mi si vedeva dai tempi dell'ora di educazione artistica alle medie.
Oggi mi sono data alla cucina con quei 4 abitanti del mio frigo solitario, e quello che ne è venuto fuori è stata una creazione degna di Paul Bocuse e i suoi amici di mestolo. E la cosa migliore è che come primo piatto ha solo 253 calorie a porzione calcolate dalla sottoscritta usando calcolatrici e dita , e soddisfa davvero il palato e gli occhi, è ricca di antiossidanti e anche aromi ricchi di leptina, di cui tutti fanno un gran parlare ultimamente in quanto soppressore naturale dello stimolo della fame. Insomma, sono sconvolta dalla mia intelligenza creativa e dalla mia bravura e so che la commissione del Premio Nobel quando leggerà il mio blog mi candiderà sicuramente per la prossima premiazione. Si, ho capito... sono modesta come Aldobrandeschi nel Purgatorio dantesco, ma veniamo a noi. Sipario.Titolo.
§ROTOLINI FALSIMAGRI§
Per prima cosa il ripieno. In una casseruolina mettete un goccino di acqua e aggiungete una grossa cipolla tropea tagliata a dadini piccolissimi, e fatela appassire sul fuoco. In un'altra pentola lessate 1 kg di broccoli con la vaporiera. Una volta pronti metteteli in un contenitore e passateli al mixer ma non omogeneizzati, lasciateli grossolani, aggiungete 3 albumi e pepe nero e mixate ancora, poi aggiungete la cipolla cotta precedentemente e mescolate con un cucchiaio. Poi prendete una confezione di sottilette kraft light e tagliate ogni sottiletta in 2 rettangolini.
Ed ora le crepes per l'involucro. Mettete in un contenitore 250 gr di farina, 500 ml di latte di soia ( va bene anche 300 ml e il resto acqua), sale e col mixer mescolate tutto togliendo ogni grumo, deve venire un composto liquido e liscio. Poi aggiungete 4 cucchiai colmi di olio di oliva e mescolate ancora. Riscaldate una padella sul fuoco alto e con un mestolo aiutatevi a porzionare il composto per le crepes, ne vengono circa una decina, del diametro di 23 cm.
Quando la crepe è pronta, ancora calda, farcitela così: mettete 3 cucchiai di ripieno,e i due rettangolini della sottiletta , poi arrotolate come un cannellone la crepes e mettetela in una pirofila abbastanza grande da contenerne 10. Fate cosi con tutte le altre crepes, mettetele tutte e 10 vicine vicine nella pirofila, poi infornate a forno caldo a 150 gradi per circa 10 minuti, giusto il tempo che l'albume si rapprenda e la sottiletta fonda, poi spegnete, tirate fuori e fate raffreddare.
Se siete sicure che sono fredde prendetele una ad una e come si fa col sushi, tagliate ciascuna crepes in tanti rotolini di circa 1 cm di spessore e disponeteli sul piatto, ma dato che sono un po' psicopatica io li dispongo geometricamente perfetti . Mangiatele tiepide!!!
Secondo me sono buonissimi anche come aperitivo, alla prossima cena li rifilo freddi alle amiche e vediamo cosa dicono.
Ed ora vi saluto, vado a inventare qualche miracolosa poltiglia che risolva la fame nel mondo.
giovedì, 10 aprile 2008
La vita è così. Si piange e si ride, ci si arrabbia con se stessi più che con gli altri.
La vita è una sola ed è tutta da vivere fino in fondo. Mio nonno me lo ha insegnato. Sabato è un anno che è volato via, ed un nuovo tatuaggio sta per essere inciso sulla mia pelle.
.:Pasiòn por la vida:.
Per ricordare sempre che si deve vivere con passione, e non vivere e basta. Che nessuna persona col mondo in mano come ero io un tempo, deve lasciarlo rotolare via dalle dita sostituendolo con un cibo che non sa di niente.
martedì, 19 febbraio 2008
Collabori con Fish dei Sottotono, crei basi per i rap insulsi di Fabrizio Corona. Col nome che ti ho coniato io. Il talento quello no, quello è tuo. Ed io ne sono felice. Poi scopro che fai lo splendido vantandoti di aver bruciato 3 mila euro in una notte...come se fosse una figata da segnare su un curriculum. A parte che dammeli a me e te li spendo in un minuto in galleria cavour. Allora vedo sempre con più distacco ciò che eri. Ciò che sei. Poi la ragazzina di 20 anni, dopo 3 anni con me che ne ho 30. I nomignoli che usi con lei, gli stessi che usavi con me. E mi amavi, e sono speciale, non vuoi perdermi, perchè sono una delle persone più importanti della tua vita...poi sparisci di nuovo. Senza motivi, senza avvisarmi. Click. Solo che a parte che scriverlo qui solo per buttarlo fuori, questa volta non perdo tempo a chiedermi come mai. Sei un coglione. Ecco come mai.
Ha ragione il mio amico M. che mi gratifica con uno dei complimenti più belli che mi siano mai stati fatti.
Mi dice che io sono come Mary Poppins, perchè riesco a rendere migliore chiunque mi stia accanto. E se non fosse gay, vi giuro che mi innamorerei di uno che mi dice una cosa così.
Il peso sale, il peso scende, poi risale. Sono giorni di grande trambusto, sto cambiando casa, le scatole si accumulano, fuggo via dalla magione che è stata la mia prigione dorata.
E mi sento libera. Anche degli errori che mi portavano ad amare in maniera sbagliata.
Poi una minifuga dalla mia migliorre amica a Roma mi regala 48 ore di serena mondanità e frivolezze. e bene immenso. E ritrovo ancora la forza di inscatolare nuove altre cose. E scrollarmi di dosso le gratuite ferite d'orgoglio.
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